mercoledì 30 aprile 2014

Peme e il paese di fronte

Il primo ricordo che ho di nonna Peme è il profumo  del pollo cotto su un letto di riso e  verdure degli orti o il burek, la pasta sfoglia ripiena di patate e formaggio che affettava per i nipotini .   La vigilia delle feste, con gioia  la aiutavamo  a preparare il baklava, leccandoci poi le dita intinte nel miele.  Con i bambini di Librazha giocavo  a  nascondino nei  bunker intorno al paese o correvo lungo le sponde del Shkumbini che  scende a volte lento a volte impetuoso verso il mare Adriatico. Di   bunker in cemento grigio, Peme, ne ha visti nascere tanti negli anni settanta quanto Hohxa temeva invasioni da oriente e da occidente e ancora oggi “il Paese delle Aquile”ne è disseminato.    A Peme piaceva raccontare ed io bambina, ascoltavo  con attenzione la fiaba del lupo  che tentava  di farsi aprire la porta dalle sette caprette e  poi finiva a mollo nell’ acqua bollente.  I  racconti di Peme che di facevano stare a bocca aperta  erano le storie del nostro villaggio di Librazha, 8000 abitanti sulle pendici dei Balcani a 85 km da Tirana nell’alta valle del  Shkumbini a poca distanza dal confine con la Macedonia.




Nata nel 1927 Peme  ricorda   con piacere la  scuola elementare ai tempi del “duce” e il suono della lingua   del “paese di fronte”  attraverso la  “propaganda”  degli uomini con la camicia nera o  i canti dei soldati  in libera uscita dalla Caserma  delle Guardie di Frontiera  a  Librazha.  Ricordi piacevoli anche se la moglie  di suo padre, risposatosi poiché rimasto  vedovo  dopo la nascita di Peme, non la amava.   La guerra  e poi l’arrivo  a   Librazha nell’autunno del 1943 di soldati con la divisa di colore scuro,  venivano  dal Nord, parlavano un’ altra lingua  e  misero in fuga i   “militari del paese di fronte”.   L’anno dopo anche i nuovi arrivati fuggono,   il “Paese delle Aquile” è liberato ed inizia  l’ era  di  Enver Hohxa,  stalinista fin dalla prima ora, con la morte del suo Mentore e la destalinizzazione  di Kruscev bolla di revisionismo tutti i regimi socialisti dell’ Est Europeo  isolando   “il paese delle Aquile” dall’ est e dall’ ovest.  Peme diventa mamma  con grandi preoccupazioni, per i figli da crescere.  La “sekurimi” la polizia di regime e  spietata con  tutti.   Nel 78 vengono ritrovate nel Shkumbini le teste mozzate  di  Vilson Blloshmi  e di un suo amico,   due poeti ventenni di  Librazha. Vilson aveva scritto una poesia dal titolo Sahara in cui paragonava la “Nazione” al grande deserto.  Io nasco nell’ 88, tre anni dopo la morte di Hohxa, e  mi chiamo Rida .Ero molto piccola  il 20 febbraio del 1991 quando la TV “del paese fronte” ha trasmesso le immagini dell’ abbattimento della grande statua di Hohxa a piazza Scandenberg a Tirana.  L’euforia e subito nuove preoccupazioni per Peme,la guerra dei Balcani infuria  a   Nord   molti  nostri compaesani scendono a Durazzo per imbarcarsi  e raggiungere il “paese di fronte”.   Nel 1998 prima di partire nonna Peme mi abbraccia.  Con la mia famiglia ho raggiunto Magdburg in Germania  e dopo 3 anni  Asti  nel “paese di fronte”. Come nonna Peme non  ho avuto difficoltà  a imparare la nuova lingua, dopo il liceo mi sono Laureata all’ Università di Torino in Igiene Dentale .   Mi  piace leggere e  scrivere forse saranno stati i racconti di nonna Peme.  Quando vado a trovarla mi abbraccia orgogliosa.

intervista a  Dahrida Rami 
di  davis cussotto

domenica 13 aprile 2014

Rida e il paese di fronte

Esercitazione:
Reportage con story telling di Rida R. 26 anni nel suo ambiente di lavoro.








Il primo ricordo che ho di nonna Peme è il profumo  del pollo cotto su un letto di riso e  verdure degli orti o il burek, la pasta sfoglia ripiena di patate e formaggio che affettava per i nipotini .   La vigilia delle feste, con gioia  la aiutavamo  a preparare il baklava, leccandoci poi le dita intinte nel miele.  Con i bambini di Librazha giocavo  a  nascondino nei  bunker intorno al paese o correvo lungo le sponde del Shkumbini che  scende a volte lento a volte impetuoso verso il mare Adriatico. Di   bunker in cemento grigio, Peme, ne ha visti nascere tanti negli anni settanta quanto Hohxa temeva invasioni da oriente e da occidente e ancora oggi “il Paese delle Aquile”ne è disseminato.    A Peme piaceva raccontare ed io bambina, ascoltavo  con attenzione la fiaba del lupo  che tentava  di farsi aprire la porta dalle sette caprette e  poi finiva a mollo nell’ acqua bollente.  I  racconti di Peme che di facevano stare a bocca aperta  erano le storie del nostro villaggio di Librazha, 8000 abitanti sulle pendici dei Balcani a 85 km da Tirana nell’alta valle del  Shkumbini a poca distanza dal confine con la Macedonia.
Nata nel 1927 Peme  ricorda   con piacere la  scuola elementare ai tempi del “duce” e il suono della lingua   del “paese di fronte”  attraverso la  “propaganda”  degli uomini con la camicia nera o  i canti dei soldati  in libera uscita dalla Caserma  delle Guardie di Frontiera  a  Librazha.  Ricordi piacevoli anche se la moglie  di suo padre, risposatosi poiché rimasto  vedovo  dopo la nascita di Peme, non la amava.   La guerra  e poi l’arrivo  a   Librazha nell’autunno del 1943 di soldati con la divisa di colore scuro,  venivano  dal Nord, parlavano un’ altra lingua  e  misero in fuga i   “militari del paese di fronte”.   L’anno dopo anche i nuovi arrivati fuggono,   il “Paese delle Aquile” è liberato ed inizia  l’ era  di  Enver Hohxa,  stalinista fin dalla prima ora, con la morte del suo Mentore e la destalinizzazione  di Kruscev bolla di revisionismo tutti i regimi socialisti dell’ Est Europeo  isolando   “il paese delle Aquile” dall’ est e dall’ ovest.  Peme diventa mamma  con grandi preoccupazioni, per i figli da crescere.  La “sekurimi” la polizia di regime e  spietata con  tutti.   Nel 78 vengono ritrovate nel Shkumbini le teste mozzate  di  Vilson Blloshmi  e di un suo amico,   due poeti ventenni di  Librazha. Vilson aveva scritto una poesia dal titolo Sahara in cui paragonava la “Nazione” al grande deserto.  Io nasco nell’ 88, tre anni dopo la morte di Hohxa, e  mi chiamo Rida .Ero molto piccola  il 20 febbraio del 1991 quando la TV “del paese fronte” ha trasmesso le immagini dell’ abbattimento della grande statua di Hohxa a piazza Scandenberg a Tirana.  L’euforia e subito nuove preoccupazioni per Peme,la guerra dei Balcani infuria  a   Nord   molti  nostri compaesani scendono a Durazzo per imbarcarsi  e raggiungere il “paese di fronte”.   Nel 1998 prima di partire nonna Peme mi abbraccia.  Con la mia famiglia ho raggiunto Magdburg in Germania  e dopo 3 anni  Asti  nel “paese di fronte”. Come nonna Peme non  ho avuto difficoltà  a imparare la nuova lingua, dopo il liceo mi sono Laureata all’ Università di Torino in Igiene Dentale .   Mi  piace leggere e  scrivere forse saranno stati i racconti di nonna Peme.  Quando vado a trovarla mi abbraccia orgogliosa.







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lunedì 24 marzo 2014

trauma-informed care pyramid

Il  minore che  si presenta in visita  dal dentista   con lesioni traumatiche  oro-faciali, potrebbe essere   stato oggetto  di abusi e di violenze.  Sul numero di marzo di  JAMA   (Journal of the American Dental Association)  Sheela Raja  Psicologa,  ha pubblicato  un articolo  con le linee guida (trauma-informed care pyramid)   per  il trattamento di   questi pazienti.
Raja  Professore Associato alla  University  of Illinois, ha condotto una ricerca con un gruppo di Medici ed Odontoiatri presso il Dipartimento di Odontoiatria Pediatrica del  suo ateneo  a cui afferiscono pazienti da  tutta l’area metropolitana di Chicago.


Le  vittime di violenza domestica possono rivolgersi al dentista per essere curare. Nel 50%  dei casi sono presenti  lesioni oro-faciali o al capo in genere. La cavità orale è anche un sito bersaglio  dalla violenza sessuale sui minori.
Ogni volta  che ci   troviamo di fronte a una lesione oro-faciale e la spiegazione dell’ accaduto non sembra convincente occorre sospettare  la violenza.  A questo punto l’approccio è fondamentale.  La vittima di abusi   solitamente ha dei  meccanismi di difesa,   sviluppa ansia e tende a non fidarsi  del normale approccio terapeutico;    il fatto di essere “toccati” di utilizzare un aspirasaliva  o altri strumenti  può evocare ossessivi  ricordi traumatici. 
Per  orientare il dentista generico Raja e il suo team hanno messo a punto una guida  al trattamento “ il trauma-informed care pyramid “ che si articola  su tre livelli: 

1°   step
 il primo  approccio     si basa su  uno  stretto controllo della situazione utilizzando la  tecnica  classica  del   “tell, show, do”  (parla, mostra ciò che farai e agisci) e mostrando la  carrellata delle possibilità terapeutiche.  Tutto  questo aiuta a tranquillizzare e a creare un clima  di fiducia.

2°   step
comprendere  gli effetti che il trauma ha avuto sulla salute del paziente  eventualmente con la collaborazione di  altri  specialisti ; creare   una rete di professionisti interni o esterni allo studio a cui  richiedere se necessario la consulenza.   Il  paziente  ha   un vissuto  di eventi stressanti   nella vita, l’approccio  “non giudicante” e l’ascolto attivo  sono la base  per   instaurare l’alleanza terapeutica.
Il dentista  dovrebbe avere una formazione  specifica  per   comunicare in modo assertivo  e non lasciarsi coinvolgere emotivamente dalla  storia  e dai vissuti  del paziente.

3° step
la valutazione delle conseguenze del trauma sulla salute orale e la formulazione di un piano di trattamento odontoiatrico.

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mercoledì 19 marzo 2014

Pokemon

Vatican City 15 marzo ore 6,30 .
canestri attufati


 " Oggi passerà Francesco, i canestri della mondezza  sono attufati!". É quanto dichiara Alberto indicandomi un cesto della spazzatura di piazza San Pietro, completamente ingabbiato  da una griglia di metallo fermata con un robusto lucchetto. Questo è il segno inequivocabile del passaggio imminente del corteo del Santo Padre.
Alberto da Ostia

Alberto 32  anni  vive ad Ostia e ogni mattina  prima dell' alba  viene nell' Urbe,   striglia    Pokemon il suo fedele compagno di lavoro, lo attacca al  calesse  e inizia la sua attività di cocchiere per turisti.  Questa settimana per lui la partenza è fissata  in Piazza S  Pietro all' angolo con via della Conciliazione, proprio accanto al banchetto di   Souvenir in cui lavora Mirnal. 
Miranal dallo Sri lanka

  Qualche battuta di scherno e amicizia mentre Mirnal  28 anni, orgoglioso Tamil originario  di Sri Lanka,  scarica la mercanzia dal furgone.  Portachiavi e immagini del Papa, modellini in resina del cupolone,  qualche elmetto da centurione romano di plastica colorata. Alberto  infila al muso di Pokemon il sacchetto con la biada e poi aiuta Mirnal a disporre la merce sulla bancarella. " E dura , mi racconta,  qualche anno fa non si stava mai fermi con calesse oggi sono sempre meno i turisti che si fanno "il giretto".  
Jessica giuda sportiva

  Si accosta un Veicolo raccolta rifiuti dell' ATAC, alla guida  Jessica , una trentina d'anni,  bionda, capelli corti, finestrino abbassato con gomito che sporge  e giuda sportiva.  Si rivolge ad Alberto in Romanesco chiedendogli  se ha ancora sacchetti per escrementi, oggi serviranno, con i canestri attufati!  Alberto  se ne fa consegnare un paio saluta e Jessica  che   schizza   via veloce per raggiungere un altro calesse in sosta sul lato opposto di via Della Concilazione.  " Quando passa Francesco chiudono tutti i canestri della monnezza;  deve tornare a casa in mattinata è stato fuori  a fare  gli Esercizi Spirituali.  Francesco è un  Grande qualche mese fa  è venuto alla parrocchia della mia ragazza  per dare la cresima a suo fratello , e quando mai si era visto un Papa  che faceva ste cose!" 

...si disperdono per la piazza ancora deserta...

  Rapidissimi e silenziosi arrivano,  passano sotto l'arco di via Porta Angelica e dopo pochi passi si fermano un istante per rimirare il capolavoro del Bernini, sono una trentina uomini e donne con videocamere, poi  si disperdono per la piazza ancora deserta.  " Giapponesi i più mattininieri... speriamo in bene, pensa Alberto a voce alta"   Quattro di loro si dirigono verso di noi.  Guardano incuriositi  la bancarella e poi   iniziano  ad accarezzare Pokemon.
Pokemon

"How much does the trip cost?".  E inizia la giornata.

Vaticanist  on the road press agency



domenica 16 marzo 2014

Giornata Mondiale Salute Orale

La Giornata Mondiale Salute Orale (WORD) si svolge  ogni anno il 20 marzo per far conoscere  i benefici di una bocca sana e  promuovere a livello mondiale la consapevolezza delle problematiche legate  alla salute orale e l’importanza della prevenzione.  La  giornata  deve  essere pieno di attività che ci facciano ridere, cantare e … baciare.
Il 90% della popolazione mondiale soffre di malattie legate alla bocca nel corso della propria  vita -  dichiara
 La Dottoressa Tin Chun Wong ,Presidente della  Federazione Dentale Internazionale  e organizzatrice dell’ evento-   molte di  queste  potrebbero  essere evitate con un  minimo  impegno  da parte dei governi   delle associazioni professionali   e del volontariato .




Il tema  della campagna   per il 2014 sarà   “festeggia  il tuo  sorriso  sano” .  E’ infatti  un motivo di grande orgoglio avere un sorriso sano che ci permetta   di  mangiare, baciare, spazzolare i denti, fischiare, cantare masticare una gomma ... avere soprattutto  provare piacere a stare in mezzo agli altri.
Tutti possono prendere parte a questa iniziativa : le associazioni  degli operatori sanitari  o i singoli professionisti,   gli insegnanti  di tutte le scuole,  gli organismi governativi,  e tutti i cittadini del pianeta.

FDI  che rappresenta   più di un milione di dentisti in tutto il mondo ,   cura  lo sviluppo di  una  politica sanitaria unitaria  e di programmi di formazione continua   con l’utilizzo di congressi e campagne mirate. Oggi occupa uno spazio   globale che nessun altro gruppo non -profit può vantare .    Sia ANDI che AIO  sono membri  della  FDI  che opera in stretta collaborazione con l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS).
Quest’anno hanno aderito alla campagna  75 paesi e questo è un ottimo risultato – continua  Chun Wong - anche se c’è molto da lavorare poiché il divario tra  i paesi industrializzati  e quelli in via di sviluppo è ancora molto ampio. 

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Intervista al Dr Giancarlo Romagnuolo

Intervista  a  Giancarlo Romagnuolo 

abbiamo posto alcune domande  al dr Romagnuolo     animatore del    Digital Work in Dentisty
Seminario all’ introduzione delle Tecnologie digitali in Odontoiatria  che   si terrà ad  Asti
Sabato 12 aprile 2014   presso  l’AULA MAGNA Università UNI-AstiSS  (piazzetta F. De Andrè )  dalle  ore 9:00 - 12:00. 
Il  Dott. Giancarlo Romagnuolo   è  laureato  in Odontoiatria presso “La Sapienza”  di Roma ( 1993)
ha completato corsi di chirurgia e parodontologia presso  il   department of Periodontology Dental School
alla Harvard University di Boston.   Libero professionista esperto di nuove tecnologie.

Giancarlo  che rapporto hai nel tuo lavoro con le nuove tecnologie?  ti definisci un innovatore?
 Cerco di utilizzare  le nuove tecnologie nel modo corretto,  quando la clinica lo giustifica. Eseguo la  scansione 3D  per la reali indicazione  diagnostiche  o terapeutiche, analogamente per il cad cam.  Il rapporto che  il  team di studio    ha con il nuovo mondo  digitale  è ottimo. Cerchiamo di offrire il meglio al paziente e la tecnologia  ci consente di   lavorare  con  precisione  ed ergonomia .  Nella vita di tutti i giorni ormai non possiamo fare a meno dello  smart fhone  così nel lavoro  manteniamo il passo  con i tempi  utilizzando   la radiologia digitale  e il computer .   Non mi sento un innovatore, semplicemente  una persona al passo con i tempi.   Probabilmente  sono stato “ un innovatore”  tre anni orsono quando ho creduto nel cambiamento.
Le  nuove tecnologie sono sempre vantaggiose nelle   procedure   cliniche ?  e se fossero una imposizione dell’ Industria?
 Ritengo di si : le nuove tecnologie sono vantaggiose nelle procedure cliniche  se utilizzate correttamente , conoscendone  le  possibilità e limiti. Accuratezza e qualità,  economicità  ed organizzazione  del lavoro ,  sono vantaggi  che mettono d’accordo paziente e professionista.  Non credo che siano un imposizione dell’industria,  noi  consumatori abbiamo  margini per decidere in modo autonomo . Noto però con dispiacere   che c’è molta resistenza  da parte della professione che non si modernizza come dovrebbe.





Ritieni che le nuove tecnologie  migliorino   la comunicazione con il paziente?
L a  “comunicazione “  con il paziente   è sicuramente  l’aspetto più importante ;  spiegare  al paziente  che deve trattare una carie è più agevole se gli mostriamo l’immagine radiografica della lesione e una sua fotografia  sul monitor  del pc.  .  Viviamo sempre più nell’era della comunicazione  e  dell’ immagine; il paziente  apprezza  un professionista al passo con i tempi  e che gli da spiegazioni  facilmente comprensibili

La radiologia digitale   è  una vera rivoluzione?
                Direi proprio di si. Soprattutto in Odontoiatria che ha fatto della radiologia strumento essenziale per la diagnosi e terapia. La ricerca scientifica  ha consentito la produzione di apparecchi Radiologici digitali ad emissione ridotta di Raggi X .  Oggi però siamo entrati nell’ era del 3D  con la produzione di  apparecchi digitali  che rilevano immagini tridimensionali come il cone beam.   Il digitale ha rappresentato una rivoluzione, nella  musica, nell’ arte e nella fotografia  e lo sarà anche nei nostri studi.

L’impronta ottica la utilizzi di routine o  con indicazioni cliniche ben precise.
Utilizzo l’impronta ottica    in studio ogni giorno di più, nel rispetto delle indicazioni cliniche.
Grandissimi sono i vantaggi nella ruotine quotidiana dello studio.
Pensiamo  alla finalizzazione protesica dell’elemento singolo trattato endodonticamente,  la procedura  più comune nello studio dentistico.  Oggi possiamo   semplificare  la ricostruzione riducendo drasticamente tempi  sedute e costi.   Utilizzando i  nuovi materiali  possiamo  avere manufatti di eccellenza estetica e di grande resistenza.
 
Cosa pensi della “ same day dentistry” , le  corone fresate alla   poltrona che hanno molto successo in USA?
Gli Americani sono un popolo di gente pratica.  La possibilità di eseguire un lavoro protesico vedendo il  manufatto fresato alla poltrona non può che essere ben accetto e destinato a diventare un successo per non dire una moda. D’Altronde l’utente medio pone sempre due  sole domande al professionista odontoiatra  quando gli  propone la cura : 1) Quanto costa? 2) Quanto tempo? Questo è il motivo per cui le corone fresate alla poltrona sono destinate ad avere molto successo in tutto il mondo e non solo in America. Siamo solo all’inizio di un percorso che ci ha investito e ci investirà sempre di più per necessità e non per moda. Come se nel 1990 ci avessero presentato l’iPhone5,   Immaginate un po’? E’ solo una questione di tempo…... l’importante però è non restare indietro.

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venerdì 7 marzo 2014

Indonesia: la serrata dei Tukang Gigi

n Indonesia  la Corte Costituzionale sospende   la “serrata dei Tukang Gigi (studi dentistici abusivi)” imposta dal Governo nel 2011.     Il Ministero della Salute Indonesiano  stima che siano   75000  in tutto il paese i dentisti senza laurea (Tukang Gigi) contro il  35000  Dentisti laureati (Doctor Gigi).


Il Governo ha cercato di  bloccare l’attività dei dentisti senza laurea ma la loro  battagliera associazione,  Informal Dentists Association   presieduta da Dwi Waris Supriyono  ha fatto  ricorso alla Corte Costituzionale che  ha sospeso il provvedimento Governativo e di  fatto   legalizzando la situazione antecedente al 2011. La Corte  suggerisce  al  Ministero della   Salute  di istituire dei corsi formativi con esame finale per concedere “licenze” ai  Tukang Gigi,   sposando  la proposta  dei dentisti “informali”. Supriyono  sostiene che in Indonesia vivono milioni di persone in uno stato di estrema povertà e per esse l’unica possibilità realistica per la cura dei denti è il TG. 4,5$  per una detartrasi e 140 $  per una cura ortodontica sono le tariffe del TG  mentre  negli dei dentisti laureati (Doctor Gigi) le tariffe sono cinque  volte maggiori.   L’esperienza professionale – continua Supriyono -  è tramandata da padre in figlio ed è nata Indonesia nel 1800 quando aprirono le prime botteghe di  “dentisti  cinesi”.  La prima  Università è stata  fondata soltanto nel 1928.    Sutarjo    funzionario del Ministero della Salute,  sostiene che la proposta dell’ IDA non è  praticabile poiché la maggior parte dei  Tukang Gigi sono analfabeti.
Chi si  recato in Indonesia come turista   avrà  fotografato la vetrina di un  Tukang Gigi,   la  vecchia Jacarta ne  è disseminata.  Insegne con gradi bocche colorate,  seggiole da barbiere arrugginite in parte celate da un paravento.    Il paese  conta oggi 245 milioni di abitanti :  un  dentista laureato ogni  8300 abitanti.

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