lunedì 24 marzo 2014

trauma-informed care pyramid

Il  minore che  si presenta in visita  dal dentista   con lesioni traumatiche  oro-faciali, potrebbe essere   stato oggetto  di abusi e di violenze.  Sul numero di marzo di  JAMA   (Journal of the American Dental Association)  Sheela Raja  Psicologa,  ha pubblicato  un articolo  con le linee guida (trauma-informed care pyramid)   per  il trattamento di   questi pazienti.
Raja  Professore Associato alla  University  of Illinois, ha condotto una ricerca con un gruppo di Medici ed Odontoiatri presso il Dipartimento di Odontoiatria Pediatrica del  suo ateneo  a cui afferiscono pazienti da  tutta l’area metropolitana di Chicago.


Le  vittime di violenza domestica possono rivolgersi al dentista per essere curare. Nel 50%  dei casi sono presenti  lesioni oro-faciali o al capo in genere. La cavità orale è anche un sito bersaglio  dalla violenza sessuale sui minori.
Ogni volta  che ci   troviamo di fronte a una lesione oro-faciale e la spiegazione dell’ accaduto non sembra convincente occorre sospettare  la violenza.  A questo punto l’approccio è fondamentale.  La vittima di abusi   solitamente ha dei  meccanismi di difesa,   sviluppa ansia e tende a non fidarsi  del normale approccio terapeutico;    il fatto di essere “toccati” di utilizzare un aspirasaliva  o altri strumenti  può evocare ossessivi  ricordi traumatici. 
Per  orientare il dentista generico Raja e il suo team hanno messo a punto una guida  al trattamento “ il trauma-informed care pyramid “ che si articola  su tre livelli: 

1°   step
 il primo  approccio     si basa su  uno  stretto controllo della situazione utilizzando la  tecnica  classica  del   “tell, show, do”  (parla, mostra ciò che farai e agisci) e mostrando la  carrellata delle possibilità terapeutiche.  Tutto  questo aiuta a tranquillizzare e a creare un clima  di fiducia.

2°   step
comprendere  gli effetti che il trauma ha avuto sulla salute del paziente  eventualmente con la collaborazione di  altri  specialisti ; creare   una rete di professionisti interni o esterni allo studio a cui  richiedere se necessario la consulenza.   Il  paziente  ha   un vissuto  di eventi stressanti   nella vita, l’approccio  “non giudicante” e l’ascolto attivo  sono la base  per   instaurare l’alleanza terapeutica.
Il dentista  dovrebbe avere una formazione  specifica  per   comunicare in modo assertivo  e non lasciarsi coinvolgere emotivamente dalla  storia  e dai vissuti  del paziente.

3° step
la valutazione delle conseguenze del trauma sulla salute orale e la formulazione di un piano di trattamento odontoiatrico.

twitter@daviscussotto

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